Nicola Ciulli

Nicola Ciulli è sempre stato affascinato da discipline caratterizzate da rigore matematico o almeno scientifico; poi, però, ha fatto ingegneria, e sta ancora cercando di disintossicarsi da entrambe le cose. Fin da piccolo ha sviluppato una certa passione per l’informatica, che è stata incentivata con un misero Commodore Vic-20. Su di esso ha passato gli anni delle elementari e delle medie a scrivere codice e poi salvarlo copiandolo su carta, non disponendo di un’unità a nastro o tantomeno a floppy. Scrivere centinaia di righe di codice per poi perderlo a ogni spegnimento del Vic, come una sorta di mandala informatico, è stata una delle prime interessanti lezioni sull’impermanenza delle cose. Con gli anni sono arrivate piattaforme più capaci (un Atari con addirittura unità floppy, poi qualche PC x86), e lì è iniziata la sua esplorazione, fatta prima di curiosità, poi metodo e visione.

Con la laurea in ingegneria delle telecomunicazioni ha imparato ad apprezzare la bellezza dei sistemi complessi che popolano questo dominio tecnologico, ed è rimasto affascinato dal potere creativo del software che dà vita a moltissimi di questi sistemi.

Dopo una irrinuciabile parentesi “ludica” (o anche detta di ricerca e sviluppo) di qualche anno presso il Consorzio Pisa Ricerche, insieme agli altri fondatori ha dato vita a Nextworks in un momento in cui il know-how del gruppo iniziava ad avere un valore reale sul mercato. Vent’anni fa la prima consulenza per Marconi Communications (storico fornitore di tecnologie per le telecomunicazioni) fu la prova concreta: da quel momento le idee non restavano più nei prototipi da laboratorio, ma cominciavano a girare sotto forma di uno stack GMPLS sugli apparati in campo, nella rete telefonica della allora Telecom Italia.

Fin dall’inizio dell’avventura Nextworks ha seguito le attività di ricerca e sviluppo, sotto forma di progetti cofinanziati e di consulenze specialistiche industriali. Ciò lo ha condotto a ricoprire alcuni ruoli istituzionali che gli consentono di portare in azienda non solo tecnologia, ma una visione ampia e strutturata del futuro digitale (per esempio nella Governing Board della 5G e poi 6G Industry association, o quale presidente nazionale di CNA Digitale), ma sempre cercando di non allontanarsi troppo dalle “cose tecniche”. Ancora oggi, di nascosto nel poco tempo libero, si diverte come un matto a scrivere del codice in python o C/C++.